Sono passati due anni e più dalla guerra in Iraq, tuttavia
la situazione era precaria prima e resta precaria ora. Come
ovvio a farne le spese è sempre la popolazione irachena;
con un continuo martirio, tra uccisioni e rapimenti, riecheggia
un solo padrone: il “caos”. La resistenza irachena
si manifesta (costretta) con azione che potremmo chiamare “saccheggio
occidentale”. Attenzione però, non abbiamo ancora
esaminato il male principale che ha fatto scattare questo meccanismo
autolesionista: “l’imperialismo americano”.
Ancora una volta “i tanto amati” Stati Uniti, con
la lotta al terrorismo stanno sfasciando mezzo mondo, per ritrovarsi
più minacciati di prima; per un ulteriore giustificazione
dichiarano l’intento di esportazione la cosiddetta “democrazia
by USA”, vale a dire attaccare un paese senza il consenso
dell’ONU, distruggere tutto, impadronirsi delle sue risorse
( nel caso dell'Iraq i possedimenti di petrolio), abusare della
popolazione e formare dei nuovi governi-fantoccio che governino
secondo le loro esigenze economiche ingrassando ancora di più
il maiale americano. Il governo provvisorio formato il 28 giugno
con il trasferimento di sovranità non ha fermato il continuo
morire per le strade di Baghdad, Falluja,etc… L’emissioni
della legge marziale, intercettazioni telefoniche, controllo
della posta, incursioni nelle case, hanno fomentato ancor più
il caos. A capo di questa bagarre c’è il premier
Allawi, il quale ha annunciato che prossimamente istituirà
una polizia segreta suscitando l'allarme degli iracheni che
hanno già sofferto nelle mani della polizia segreta di
Saddam Hussein.
Tutti sanno che Allawi è un ex effettivo della CIA e
non dirà mai alle truppe d’occupazione americane
di andare via.
Pako